
Lubna al-Hussein, una giornalista sudanese, era stata fermata il 3 luglio dalla polizia di Khartoum con l'accusa di aver indossato i pantaloni.
Lei e altre 13 donne sono andate con i pantaloni in un ristorante pubblico e ció viola l'articolo 152 del codice penale sudanese. Per questa "piccola" disubbedienza é prevista una pena di quaranta frustate e una multa. Ma Lubna al-Hussein ha preteso un processo e ha invitato 500 giornalisti e politici locali.
"Non ho paura di essere frustata, sono pronta a subire anche piú di quaranta frustate, purché tutti sappiano cosa succede a Khartoum."
Mentre avveniva il processo a porte chiuse, dove é stata condannata a pagare una multa di 209 dollari, molte donne, in maggioranza con i pantaloni addosso, si sono radunate per manifestare il proprio appoggio alla giornalista.
"Non pagheró, vado in carcere!", ha detto Lubna al-Hussein. Cosí é stata condotta in prigione per un mese, ma le é stata pagata la cauzione.
Questa donna aveva il coraggio di resistere alla legge per abbracciare una cosa che é importante per lei e questo é qualcosa che noi abbiamo disimparato a fare. Noi abbiamo tutto, cosí non pensiamo cosa sta succedendo attorno a noi. Dimentichiamo di criticare perché la politica non ci interessa. Lubna al-Hussein ci vuole dimostrare che si puó ottenere qualcosa con le nostre azioni anche se siamo solo una persona sconosciuta. Non é necessario essere una persona importate per cambiare qualcosa. Anche se Lubna non é riuscita ad abrogare questa legge, ha raggiunto qualcosa. Adesso tutto il mondo sa come si vive nel Sudan e il suo combattimento per l´ emancipazione della donna non é sicuramente finito.
Elisa N.
Lei e altre 13 donne sono andate con i pantaloni in un ristorante pubblico e ció viola l'articolo 152 del codice penale sudanese. Per questa "piccola" disubbedienza é prevista una pena di quaranta frustate e una multa. Ma Lubna al-Hussein ha preteso un processo e ha invitato 500 giornalisti e politici locali.
"Non ho paura di essere frustata, sono pronta a subire anche piú di quaranta frustate, purché tutti sappiano cosa succede a Khartoum."
Mentre avveniva il processo a porte chiuse, dove é stata condannata a pagare una multa di 209 dollari, molte donne, in maggioranza con i pantaloni addosso, si sono radunate per manifestare il proprio appoggio alla giornalista.
"Non pagheró, vado in carcere!", ha detto Lubna al-Hussein. Cosí é stata condotta in prigione per un mese, ma le é stata pagata la cauzione.
Questa donna aveva il coraggio di resistere alla legge per abbracciare una cosa che é importante per lei e questo é qualcosa che noi abbiamo disimparato a fare. Noi abbiamo tutto, cosí non pensiamo cosa sta succedendo attorno a noi. Dimentichiamo di criticare perché la politica non ci interessa. Lubna al-Hussein ci vuole dimostrare che si puó ottenere qualcosa con le nostre azioni anche se siamo solo una persona sconosciuta. Non é necessario essere una persona importate per cambiare qualcosa. Anche se Lubna non é riuscita ad abrogare questa legge, ha raggiunto qualcosa. Adesso tutto il mondo sa come si vive nel Sudan e il suo combattimento per l´ emancipazione della donna non é sicuramente finito.
Elisa N.
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