PARLARE PER CAMBIARE...LA CONVIVENZA É LA NOSTRA RICCHEZZA

Ciao a tutti.
I testi presenti in questo blog sono i lavori dei ragazzi della 4A del liceo pedagogico di Brunico (Bolzano) in lingua tedesca. Si tratta di un piccolo progetto che ho deciso di provare da quest'anno, per avvicinare i ragazzi alla lingua italiana in maniera più naturale e spontanea cercando di farli interagire con la realtà. Imparare con passione e con divertimento può essere un valido strumento complementare alle lezioni didattiche svolte in classe. Ritengo sia anche utile riuscire a fare esprimere la personalità di ogni ragazzo e ragazza, soprattutto durante un'età nella quale si è alla ricerca di continui valori e ideali, che però la nostra società sta progressivamente cancellando, lasciando spazio all'apatia degli animi e delle menti, o a facili e pericolosi slogan che incitano all'odio e alla divisione. Per questo nel nostro piccolo vorremmo dare il nostro contributo. Imparare gli uni dagli altri é una ricchezza che non dobbiamo sprecare, la convivenza é un bene da preservare e che dobbiamo saper apprezzare. Parlare per cambiare, scrivere per imparare, esprimerci per crescere.
I commenti sono sempre i benvenuti.
MATTEO POZZI (Professore di italiano)

lunedì 23 novembre 2009

Lubna Ahmed al-Hussein: una donna che resiste alla legge islamica


Lubna al-Hussein, una giornalista sudanese, era stata fermata il 3 luglio dalla polizia di Khartoum con l'accusa di aver indossato i pantaloni.
Lei e altre 13 donne sono andate con i pantaloni in un ristorante pubblico e ció viola l'articolo 152 del codice penale sudanese. Per questa "piccola" disubbedienza é prevista una pena di quaranta frustate e una multa. Ma Lubna al-Hussein ha preteso un processo e ha invitato 500 giornalisti e politici locali.
"Non ho paura di essere frustata, sono pronta a subire anche piú di quaranta frustate, purché tutti sappiano cosa succede a Khartoum."
Mentre avveniva il processo a porte chiuse, dove é stata condannata a pagare una multa di 209 dollari, molte donne, in maggioranza con i pantaloni addosso, si sono radunate per manifestare il proprio appoggio alla giornalista.
"Non pagheró, vado in carcere!", ha detto Lubna al-Hussein. Cosí é stata condotta in prigione per un mese, ma le é stata pagata la cauzione.
Questa donna aveva il coraggio di resistere alla legge per abbracciare una cosa che é importante per lei e questo é qualcosa che noi abbiamo disimparato a fare. Noi abbiamo tutto, cosí non pensiamo cosa sta succedendo attorno a noi. Dimentichiamo di criticare perché la politica non ci interessa. Lubna al-Hussein ci vuole dimostrare che si puó ottenere qualcosa con le nostre azioni anche se siamo solo una persona sconosciuta. Non é necessario essere una persona importate per cambiare qualcosa. Anche se Lubna non é riuscita ad abrogare questa legge, ha raggiunto qualcosa. Adesso tutto il mondo sa come si vive nel Sudan e il suo combattimento per l´ emancipazione della donna non é sicuramente finito.

Elisa N.

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